Mongo Santamaría è stato uno dei grandi ambasciatori delle percussioni afro-cubane, un suonatore di conga e direttore d’orchestra che ha collegato le tradizioni musicali cubane con il jazz, il soul e la musica da ballo popolare. La sua composizione “Afro Blue” è diventata uno standard jazz, mentre la sua celebre versione di “Watermelon Man” di Herbie Hancock ha fatto conoscere il suo approccio ritmico a un pubblico molto più ampio. La sua carriera aiuta a spiegare l’incrocio musicale che ha portato allo sviluppo della salsa.
Nato a L’Avana, Santamaría ha costruito la sua esperienza nella musica cubana prima di lavorare in Messico e negli Stati Uniti. Ha suonato con Tito Puente ed è diventato un membro importante del gruppo del vibrafonista Cal Tjader, contribuendo allo sviluppo del Latin jazz della West Coast. Allo stesso tempo, le sue registrazioni personali hanno mantenuto un forte legame con la tradizione della batteria e del canto afro-cubano.
L’album della fine degli anni 1950 Mongo ha introdotto “Afro Blue”, successivamente interpretata da musicisti tra cui John Coltrane. “Watermelon Man” ha segnato un altro tipo di svolta nel 1963: una registrazione compatta e contagiosa che è entrata nelle classifiche pop. Gli album successivi hanno esplorato soul e rhythm and blues accanto al Latin jazz, spesso con arrangiamenti del trombettista Marty Sheller.
Durante gli anni 1970, le registrazioni per Vaya hanno incluso Sofrito, un album che ha bilanciato i suoni contemporanei con le profonde radici ritmiche di Santamaría. Il suo lavoro successivo ha continuato a esplorare il Latin jazz invece di adagiarsi su una singola formula di successo.
Santamaría è morto nel 2003. Sebbene gran parte del suo catalogo appartenga più al Latin jazz che alla salsa propriamente detta, è fondamentale per comprendere la musica più ampia che i ballerini incontrano. La sua eredità è il tamburo conga come voce principale: radicata nella tradizione cubana, ma capace di aprire dialoghi tra generi musicali diversi.
